Introduzione
La scansione intraorale delle arcate edentule rappresenta una procedura di grande rilevanza clinica nella riabilitazione protesica, sia rimovibile che fissa.
La digitalizzazione diretta dei tessuti consente infatti di operare in un ambiente completamente digitale, eliminando impronte e modelli fisici e migliorando:
- efficienza
- qualità
- comfort per il paziente
- standardizzazione delle procedure cliniche e di laboratorio
Tuttavia, permangono dubbi riguardo:
- fattibilità
- accuratezza
- predicibilità del processo
Qual è il vero problema nella scansione degli edentuli?
Una delle principali criticità riportate è l’assenza di “caratteristiche” nelle arcate edentule.
In realtà, le creste edentule presentano:
- geometrie macroscopiche (concavità e convessità)
- tessiture superficiali rilevabili
👉 Questo suggerisce che il problema non sia semplicemente la mancanza di geometria.
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Il ruolo della geometria delle superfici
Come evidenziato nella scansione del palato duro e molle, le superfici edentule offrono caratteristiche acquisibili dallo scanner.
👉 In condizioni ideali, quindi, la scansione è tecnicamente possibile.

Figura 1: Scansione del palato molle; la manipolazione cromatica rende più evidenti le caratteristiche macroscopiche e la tessitura di superficie.
Accesso e stabilità dei tessuti: il vero limite
L’esperienza clinica dimostra che il vero problema è un altro:
👉 accesso limitato e instabilità dei tessuti molli
In presenza di:
- tessuti mobili
- accesso ridotto
- condizioni anatomiche complesse
la scansione diventa:
- difficile
- instabile
- poco ripetibile
👉 In sintesi: il limite non è la tecnologia, ma le condizioni cliniche.
Punti di riferimento: soluzione o complicazione?
È stato suggerito l’utilizzo di punti di repere artificiali (compositi, cementi, strutture dedicate, o addirittura reperi che richiedono procedure chirurgiche).
Tuttavia:
- la loro efficacia non è stata dimostrata in modo definitivo
- possono complicare la procedura
👉 Non rappresentano necessariamente la soluzione ottimale.
Come migliorare la scansione intraorale degli edentuli
Per ottenere risultati affidabili è necessario:
- garantire accesso completo al campo di scansione
- stabilizzare i tessuti contigui alla cresta
- creare condizioni operative controllate
👉 Il controllo delle condizioni cliniche è il fattore determinante.
Il ruolo della retrazione e stabilizzazione dei tessuti
In presenza di:
- campo di scansione libero
- tessuti stabilizzati
è possibile:
- sfruttare completamente lo scanner
- completare la scansione in pochi secondi
Per questo sono stati sviluppati strumenti dedicati come il sistema di divaricatori Lo Russo Retractors®, che consentono:
- retrazione efficace di lingua, labbra e guance
- accesso completo alla cresta edentula (figure 2 e 3)
- stabilizzazione dei tessuti
👉 Questo rende la scansione più semplice, rapida e ripetibile.

Figura 2: Accesso e stabilizzazione dei tessuti consentito dal sistema di divaricatori Lo Russo Retractors® (www.lorussoretractors.com): arcata mandibolare completamente accessibile allo scanner fino alla fossa retromiloioidea.

Figura 3: Lo Russo Retractors® in posizione all'arcata superiore: si noti l'accesso e la stabilizzazione dei tessuti nell'area vestibolare.

Figura 4: Scansione intraorale dell'arcata in figura 3 pronta per il design della protesi totale. Si noti l'estensione nelle regioni tuberositarie e del rafe pterigomandibolare.

Figura 5: Scansione intraorale dell'arcata mandibolare realizzata nelle condizioni di retrazione e stabilizzazione dei tessuti rappresentate in figura 2.
Accuratezza della scansione intraorale negli edentuli
Studi in vitro e in vivo hanno confrontato:
- scansione intraorale
- impronte convenzionali
Uno studio clinico (Lo Russo et al., J Prosthet Dent 2020) ha evidenziato:
- ~30 micron arcata mascellare
- ~20 micron arcata mandibolare
👉 Queste differenze non rappresentano errori, ma riflettono:
- comportamento mucostatico (digitale)
- comportamento mucocompressivo (tradizionale)
In pratica, questa differenza è semplicemente la misura della resilienza mucosa sotto la pressione applicata dal materiale da impronta. Nelle immagini seguenti viene mostrata la comparazione tra la scansione intraorale ottenuta con il sistema di divaricatori citato (www.lorussoretractors.com) e la corrispondente impronta convenzionale.

Figura 6: Impronte convenzionali corrispondenti alle scansioni intraorali mostrate in figura 4 e 5.

Figura 7: Scansione intraorale e impronta convenzionale sovrapposte ed allineate.

Figura 8: Mappa cromatica delle differenze tra scansione intraorale e impronta convenzionale dell'arcata mandibolare.
Analisi delle differenze
Dalla comparazione emerge che:
- la scansione intraorale può risultare più estesa (figura 7)
- non si osservano pattern di distorsione significativi (figura 8)
- le differenze sono legate alla resilienza dei tessuti
👉 La tecnologia digitale è quindi affidabile se utilizzata in condizioni corrette.
Conclusioni
La scansione intraorale delle arcate edentule è:
- fattibile
- predicibile
- clinicamente valida
👉 A condizione che:
- si utilizzino scanner performanti
- si controllino le condizioni cliniche (corretta gestione dei tessuti mobili)
- si garantiscano accesso e stabilità dei tessuti
- si usino strategie di scansione validate
In queste condizioni, il digitale rappresenta una soluzione efficace per la riabilitazione protesica degli edentuli, sia con opzioni di trattamento di tipo rimovibile o fissa a supporto implantare.
Approfondimenti
Per strategie operative dettagliate ed approfondimenti sulla scansione intraorale per la riabilitazione dell'edentulia totale, consulta:
STRATEGIE DI SCANSIONE delle arcate edentule